Di recente ho avuto modo di riflettere sul tema della fragilità che già sentivo appartenermi molto. Io sono una di quelle persone che agli occhi dei meno esperti è assolutamente fragile, quasi di cristallo, da cui perciò stare alla larga per non fare danni.

Io invece mi ritengo una roccia, il mio spirito lo è. In ogni caso, credo che accettare e mostrare le nostre fragilità non sia sintomo di debolezza o motivo di presa in giro, anzi, è un punto di forza perchè significa che ci sentiamo amati a tal punto da essere liberi di essere noi stessi senza dover indossare maschere o corazze.

È molto faticoso indossare ogni giorno una corazza, è pesante da portare e soprattutto non ci permette di lasciar fluire le nostre energie come vorremmo. È molto più bello sentirsi amati per ciò che si è, perchè permette a noi stessi di accettarci per quello che siamo e vivere più sereni.

Le fragilità sono ciò che ci rende unici, ciascuno di noi ha un dono di cui è portatore, ma deve essere scoperto e mostrato solo a chi è in grado di guardare alle fragilità come ad una benedizione, sono ciò che ci preserva dal delirio di onnipotenza di essere padroni del mondo.

Ciascuno di noi dovrebbe essere custode delle fragilità dell’altro, prendersene cura in modo da permettergli di lasciar emergere il dono di cui è portatore. Più sembrano grandi le fragilità, più è grande il dono che nascondono, è il paradosso dell’amore. Un amore forte, imponente, spaventerebbe, invece un amore che si mostra fragile, limitato come ciascuno di noi, aiuta a sentirsi piu vicini e a riconoscerlo come familiare, come qualcosa di raggiungibile e a cui affidarsi.

Io benedico le mie fragilità e vorrei portare questo nuovo sguardo nel mondo, permettere a ciascuno di sentirsi amato e in grado di guardare alle proprie fragilità come ad un punto di forza e non come a qualcosa da nascondere.