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Pensieri di luce di Matteo Nassigh

Vita a rotelle di uno con le rotelle pensanti

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Facciamo festa

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Sono molto felice perche’ ho realizzato il mio sogno di creare un luogo dove tutti possano essere se stessi, senza dover essere qualcos’altro che non possono essere. Perche’ non si puo’ essere diversi da cio’ che siamo e nessuno puo’ dire ad un altro chi deve essere o cosa deve diventare.  Percio’ mi sento felice e molto libero di continuare a vivere e vorrei che tutti lo fossero.

Vi invito tutti alla festa di inaugurazione della nuova sede

  Domenica 27 Maggio, in via Isernia 8 – Milano

Sul sito http://www.associazionecxc.org  ci sono le informazioni sulla festa.

 

 

Fuga dalla luce

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Le persone hanno molta paura di soffrire, perché pensano che la sofferenza non porti nulla, solo dolore e non vogliono soffrire perché vogliono solo provare sentimenti di felicità e di piacere e di gioia. Invece, la sofferenza può aiutare moltissimo a imparare delle cose su di noi e sulla vita e può servire a farci capire cose che prima non capivamo e a farci vedere cose che prima non vedevamo perché eravamo troppo impegnati ad essere felici.

La vita deve essere vita felice, ma se la sofferenza viene, non bisogna solo pensare che sia una cosa molto brutta, ma può farci veramente diventare persone migliori. Non si impara dalla felicità, si impara dalla sofferenza e la sofferenza può insegnarci moltissimo se non la vediamo solo come una cosa negativa.

Una volta che la cosa che ci ha fatto soffrire è finita, non bisogna rimanere attaccati al dolore che essa ci ha causato, perché le persone a volte vogliono rimanere attaccate al dolore, perché pensano che questo dia senso alla loro vita, ma non è così.

La sofferenza va vissuta fino in fondo, senza scappare da essa come fanno molte persone che scappano di fronte al dolore e lasciano magari soli gli altri, ma poi va lasciata andare via, perché non può dare senso alla nostra vita, può solo aiutarla ad essere migliore, non può essere il senso della vita, ma solo uno strumento di evoluzione e di luce.

Guardare oltre

Pensieri di luce di Matteo Nassigh

La vita è una grande possibilità di imparare cose nuove ma non tutti la vivono così, pensano di saper già tutto o di non poter imparare niente. Non è così, perchè chi sa vedere con il cuore e sa guardare oltre, impara ogni giorno qualcosa. Io voglio continuare a imparare cose nuove, perchè non possiamo dire: oggi ho vissuto bene, se non abbiamo imparato qualcosa di nuovo sul senso del nostro vivere.

Non siamo qui per caso, non siamo qui per una vita infelice, possiamo scegliere la felicità ogni giorno, in ogni condizione e con ogni fatica, liberamente.

Pur nella mancanza di libertà fisica, non c’è mai una mancanza di libertà della coscienza e della capacità di gioire e di essere felici.

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Riconoscere e riconoscenza

fotogionata3 Il nuovo anno sta arrivando senza che noi glielo abbiamo chiesto ed è questa la prima cosa importante. Arriva ed è un dono, perchè non chiede niente in cambio e siamo noi che dobbiamo riempirlo di amore, emozioni, incontri, pensieri, sogni e non possiamo dire “non posso fare tutto ciò”, perchè non si possono rifiutare i doni, come quelli che a Natale ci fanno e li teniamo anche se non sono i nostri regali migliori.

Il nuovo anno viene e non vuole niente in cambio, non soldi né altro, viene e ci chiede di continuare a sognare e sperare e pensare a cose importanti. Poi ci vuole vedere tutti felici: non felici di fare ma felici di essere, che è sempre più importante essere che fare, ma non tutti lo sanno e bisogna ricordarlo. Essere gentili e amorevoli e coraggiosi e liberi è molto più difficile che fare molte cose che portano soldi o successo o gratificazioni, ma che non danno gioia vera. Essere è molto più difficile, ma porta più gioia, perchè chi è, è uno vero perchè non vuole niente in cambio.

Chi fa, invece, vuole sempre qualcosa, perlomeno essere gratificato per quello che fa e riconoscenza da parte degli altri, ma la cosa più importante è riconoscere l’essere ed essere riconoscenti alla vita che ci dona un nuovo anno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Buon Natale

Buon Natale a chi porta luce e bellezza e a tutti quelli che la sanno vedere.

Buon Natale a chi sa vedere oltre il visibile e a chi vuole imparare a farlo.

Buon Natale a chi ha cambiato lo sguardo e a chi non ci è riuscito ancora.

Perché il Natale è il più grande cambiamento di sguardo che ci sia.

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Vivere senza ansia

Sono molto felice di stare di nuovo bene dopo l’operazione per la frattura alla mandibola, perchè io ero molto preoccupato di non poter più fare le cose che prima facevo. Invece riuscirò a fare tutto di nuovo, come andare nelle scuole per il progetto”Cambiare lo sguardo” della mia associazione e giocare a bocce che è il mio nuovo sport che mi porterà a girare il mondo… per tifare perchè non so se diventerò bravo come gli altri…

In questo periodo in ospedale ho imparato a prendere le cose con meno ansia, perchè non serve a nulla essere in ansia, solo a rendere tutti nervosi. L’ansia è una cosa inutile, serve solo a perdere tempo e a consumare l’energia che abbiamo e che invece va usata per fare cose molto belle tipo giocare a bocce e stare con le persone luminose e vivere senza ansia è la cosa che io voglio fare d’ora in poi. Non voglio più essere ansioso e preoccuparmi per qualcosa che non so, perchè io non sapevo che cosa mi sarebbe successo durante l’anestesia, ma non è stato per niente brutto, anzi mi è piaciuto dormire tranquillo con le persone luminose vicino a me che mi dicevano cose molte gentili. E’ stato molto bello perchè loro mi chiedevano come stavo e se avevo paura e io dicevo di no. Poi ero molto felice di poter dormire senza sentire più male, perchè mi faceva molto male la mandibola, ma non lo dicevo per non preoccupare tutti, perciò quando mi sono addormentato ero molto felice e non volevo svegliarmi perchè dopo avrei avuto di nuovo male e invece dormendo non sentivo niente.

Poi mi sono svegliato e ho visto la mamma vicino, allora ho pensato: “la mamma non mi lascia mai e sta sempre vicino a me, non devo farla preoccupare”. E ho detto che non avevo male anche se l’avevo. Ma poi tutto è passato e ora sto bene.

Perciò io dico che ora non ho più ansia di niente.

Cambiare lo sguardo

Mi sento molto felice perchè ho raggiunto due obiettivi importanti.  Ho potuto fare la maturità, che non avevo fatto a giugno perchè non stavo bene e ho presentato l’Associazione Nassigh CxC e la mia nuova idea “Cambiare lo sguardo” davanti a tante persone che mi hanno ascoltato con molta attenzione.  È stato un momento molto bello ed emozionante e in molti, poi, mi hanno chiesto tante cose e io ho risposto; mi sono sentito molto felice e molto libero di essere me stesso, capito e amato.

Perchè ora la disabilità è vista come una mancanza, ma non è un’assenza, è una diversa presenza che va capita, non cambiata. Non è perchè i disabili non possano fare delle cose che siano limitati, essi sono portatori di nuove istanze di libertà che devono essere capite il più possibile. La società vuole ridurre la presenza delle persone disabili a un problema di assistenza, ma non è cosi, è un problema di cambiare il modo di vedere non usando le categorie già note, ma imparando a usarne di nuove che prevedano la libertà di essere se stessi, non una copia simile a quello che la società vuole.

Se cambiamo lo sguardo sulla disabilità, cambiamo anche il modo di vedere chi è diverso da noi, non come uno che deve essere come noi vogliamo, ma libero di essere se stesso. Perciò noi vogliamo essere il motore di una rivoluzione che riguarda tutti, non solo quelli che vedono il disabile come un diverso, ma anche coloro che vedono il diverso come un disabile, come uno che non è uguale a loro e che non corrisponde ai loro schemi.

Con l’Associazione intendiamo fare un lavoro importantissimo nelle scuole per promuovere questo cambiamento in tutte le relazioni.

Inno al coraggio

Io sono un ragazzo che il pensiero comune considera abitualmente un “vegetale”, perchè apparentemente incapace di movimenti e azioni volontarie che è stato salvato dal silenzio dall’amore di una madre e di una famiglia che hanno saputo andare oltre le apparenze, hanno saputo vedere il vero nascosto dietro al pensiero comune.

La mia famiglia è un esempio del coraggio di andare oltre al velo dell’apparenza e di guardare al cuore delle persone.

Credo che ciascuno di noi nasca con il coraggio, se non altro per lo sforzo chiesto per venire alla luce, a volte però gli eventi della vita ci fanno credere di non averne o di essere deboli e inutili, cosa avrei dovuto pensare io, secondo voi, per come sono messo fisicamente? Ma io credo, e lo dimostro ogni giorno lottando per vivere, che ciascuno di noi sia un prodigio di bellezza, di vitalità e di coraggio.

Credo che se ciascuno si amasse e si accettasse per ciò che è ci sarebbe molta più serenità nel mondo e più amore vero. La verità è che il coraggio più grande che ci viene chiesto è di saper amare e apprezzare le cose semplici, di guardare a tutto come ad una meraviglia, come fanno i bambini. Guardare dal basso dell’umiltà e della semplicità sempre verso l’alto, sapete come cambia la prospettiva delle cose vista dal basso di una carrozzina? Sono fortunato perchè in metropolitana non sono ad altezza “ascella assassina”, fa niente se non posso sempre scegliere a che fermata scendere perchè non sono tutte accessibili, fa niente se ci metto un tempo lungo per scendere le scale con il montascale, il percorso alternativo mi permetterà di godere di altre cose belle che altrimenti avrei ignorato, il tempo lento mi permetterà di cogliere dettagli che sfuggono nella frenesia, questo è il punto di vista di chi coglie ogni attimo come un dono di cui godere.

Questo è il punto di vista di chi vive ogni giorno con il coraggio di scegliere di guardare il mondo con gli occhi del cuore, perchè “l’essenziale è invisibile agli occhi”.

Unici non disabili

Le persone spesso non vogliono farsi vedere per come sono realmente, perché non vogliono mostrare il loro lato più fragile e hanno paura di soffrire. Chi è vulnerabile ai giudizi altrui sta molto male se viene giudicato e non compreso, perciò le persone fingono di essere diverse da ciò che sono veramente, ma ciò provoca molta sofferenza e malessere e diventa difficile vivere in questo modo.

Essere disabile mi ha aiutato a capire che la propria unicità è, invece, la cosa più bella che ci sia, io non devo fingere perché io mostro sempre le mie fragilità e difficoltà e così posso essere sempre me stesso e non devo essere una persona diversa da ciò che sono veramente. Ma non voglio dire che bisogna essere disabili per essere se stessi, ma la mia diversità mi ha aiutato in questo e sarebbe molto bello se tutti potessero vivere senza paura di mostrarsi deboli o fragili o sensibili a ciò che avviene vicino e lontano. Essere unici è quello che ci fa stare molto bene non quello che ci fa sentire diversi e questo è importante per tutti non solo per me.

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