Quando si pensa a un passaggio gigantesco come quello di uno sguardo che cambia sulla disabilità , ci si sente infinitamente piccoli e deboli (puoi leggere “Il cambiamento che io vorrei vedere”).

Facciamo troppa fatica a vedere la realtà del cambiamento, non vediamo la cosa davvero realizzata, ci sentiamo impotenti come formiche davanti ad una montagna. Rischiamo di rimanere immobilizzati dalla paura di non vedere il cambiamento in atto, vogliamo tutto e subito, non siamo in grado di attendere un tempo che ci sembra lontano. Trovare la forza di andare oltre la paura e la fatica, e di alzarsi e iniziare il cammino é uno dei passaggi piu complicati. Non facciamo ciò che vorremmo, ma tendiamo a fermarci. Invece, il primo passo é iniziare a credere che il cambiamento é gia in atto e in movimento. Poi si tratta di credere nei piccoli fatti, saperli vedere, compierli, guardarli e apprezzarli. Tutto ciò non è che la base di un lungo percorso che ci vede coivolti tutti, anche se non lo sappiamo o non lo vediamo. Siamo punti di una stessa linea di cui non vediamo la fine ma della quale é importante la tenuta nel presente.

Io non  nego che delle volte mi sento formica e che vedo montagne intorno a me, ma la mia vita non può essere vissuta da formica, non nel senso di disprezzo per un animale che porta pesi enormi, ma guardandolo come troppo piccolo davanti ad ostacoli. Tutti ci siamo sentiti formiche davanti a una montagna e tutti ci potremmo fermare e sentire la forza mancare.

Eppure, ci siamo anche sentiti leoni che vogliono conquistare un pezzo di vita che sia significativo per noi e per il resto del mondo. Io ora sono leone ma ho bisogno di essere supportato per sentirmi sempre così e ho bisogno di credere che tutti possano essere persone che lottano per la loro idea e non si fermano davanti alla montagna.

 

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